Osservatorio dell'economia varesina
Il primo Osservatorio online sull'Economia
della provincia di Varese
Studi e ricerche
Schede sintetiche, link, documenti scaricabili, indicazioni sulla reperibilità: studi, ricerche e approfondimenti socio-economici dedicati alla provincia di Varese.
2011: la congiuntura in provincia di Varese
I risultati dell'indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia per il primo, secondo, terzo e quarto trimestre.
Varese: cruscotto degli indicatori
Un set di indicatori per monitorare lo stato di salute del sistema imprendtoriale: anno 2011.
News e aggiornamenti
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Congiuntura: IV trimestre 2011 tempi duri
Resiste la produzione industriale a Varese con un modesto +1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
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Pubblica amministrazione: diminuisce sensibilmente l'occupazione
Nel 2010 si fermano a quota 33.400 i dipendenti a tempo indeterminato, -5,6% rispetto al 2008, e a 34.650 con i tempi determinati.
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Imprese: a fine 2011 diminuisce lo stock delle attive
Scendono a 64.304 le imprese attive -0,2% ripetto a dicembre 2010, resta positivo il saldo nati-mortalità +447.
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Mobilità: diminuisce lo stock rispetto al 2010
Ma gli ingressi in lista, in particolare quelli delle piccole imprese, tornano a crescere nell'ultimo trimestre dell'anno +2%.
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CIG gennaio-dicembre 2011: segnali di crisi
Torna a salire la CIG +3,1% rispetto al trimestre precedente, ordinaria +21,2%.
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Turismo: aumentano i turisti che visitano la nostra provincia
Il periodo gen-set 2011 registra un +10,1% di arrivi e un +10% di presenze.
Varese in classifica
Valore aggiunto pro-capite (Fonte: Unioncamere e Prometeia)
Previsioni al 2012.
Indice rischio povertà (Fonte: CentroStudiSintesi)
A Varese il 16,9% dei contribuenti ha un reddito inferiore alla soglia di povertà.
Propensione a investire (Fonte: CentroStudiSintesi)
Impieghi su depositi per regioni, province e comuni.
I risparmi delle famiglie (Fonte: CentroStudiSintesi)
A Varese scendono del -2.5% per famiglia al netto dell'inflazione.
Dal Pil al Bil (Fonte: CentroStudiSintesi)
Nella classifica del benessere Varese scivola oltre metà classifica.
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Valore aggiunto pro-capite
Se le previsioni dovessero essere confermate, nel 2012, Varese si attesterebbe al 29° posto nella graduatoria nazionale del PIL pro-capite con 26.043 euro a persona, distante da Milano, prima in classifica con 34.797, ma soprattutto ben lontano dall'ultima, Caserta con 13.002. Rispetto all'ultimo dato disponibile per Varese, 25.959 nel 2009, il valore aggiunto pro-capite si incrementerebbe quindi dello 0,3%.
Indice rischio povertà
L’indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ad una determinata soglia critica: tale soglia è variabile da comune a comune, in quanto dipende sostanzialmente dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare (ulteriori informazioni metodologiche sono disponibili nello studio in allegato). Considerando i 117 comuni capoluogo di provincia, si nota che nel 2008 circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di individui) dichiara un reddito inferiore alla soglia media di povertà locale pari a 9.893 euro annui, a fronte del quale il reddito medio è di 26.434 euro. Dallo studio si evince che tendenzialmente le città del Mezzogiorno presentano basse percentuali di contribuenti a rischio rispetto ai comuni del Settentrione: tra le 20 città con gli indici di povertà locale più elevati ben 15 appartengono alle regioni del Centro-Nord. Tale fenomeno è imputabile al maggiore costo della vita riscontrabile nei comuni settentrionali, che erode il reddito delle persone fisiche in proporzione maggiore di quanto non avvenga al Sud. Più semplicemente, disporre di un reddito in linea con la media nazionale di per sé non mette i cittadini al riparo dal rischio “povertà”, poiché molto dipende dal costo della vita della città in cui si vive e si lavora. In allegato le tabelle con le classifiche complete, sotto un estratto che evidenzia la posizione di Varese.
Propensione a investire
L’analisi dei dati riferita al rapporto tra impieghi e depositi a livello territoriale, fornisce valide informazioni sul sistema creditizio e consente di osservare quali sono i territori dove è più facile usufruire di finanziamenti e quelli dove invece l’accesso al credito è più debole o rallentato. Varese si colloca in 61^ posizione (su 110 province), come lo scorso anno, al di sotto della media regionale e nazionale, al penultimo posto in Lombardia, seguita solo da Pavia. Se poi consideriamo gli impieghi delle imprese sui propri depositi, l'indicatore peggiora ulteriormente spingendoci al 93° posto della classifica al di sotto della media nazionale e lombarda. In allegato le tabelle con le classifiche complete, sotto un estratto che evidenzia la posizione di Varese.
I risparmi delle famiglie
Dall’inizio del 2008, quando già si avvertivano i primi segali della crisi, al 31 maggio 2011 i depositi bancari medi per famiglia sono cresciuti di circa 1.500 euro, da 21.821 a 23.426. In valori nominali, un +7,4%. Tuttavia se teniamo conto dell'inflazione (utilizzando l’indice di rivalutazione monetaria dell’Istat relativo a famiglie operai e impiegati), in termini reali, il deposito bancario medio della famiglia italiana è aumentato solo dello 0,6 per cento. Analizzando il dettaglio territoriale la realtà non è omogenea, infatti i depositi sono aumentati in 11 regioni, mentre nelle altre nove sono diminuiti. Passando al livello provinciale Varese si colloca al 53° posto con una perdita del valore reale per famiglia del -2.5%. In allegato le tabelle con le classifiche complete, sotto un estratto che evidenzia la posizione di Varese.
Dal Pil al Bil
Varese occupa il 23° posto nella classifica del valore aggiunto, ma passando a quella più innovativa e sperimentale riguardante il “Benessere Interno Lordo” scivola al 61°. Il calcolo del Bil risponde alla necessità di fondo di valutare un territorio non solo sulla base della ricchezza prodotta, ma anche attraverso altri indicatori in grado di descrivere più in generale il benessere e la qualità della vita. Prendendo spunto dalle indicazioni del Rapporto Stiglitz che ha individuato otto aree di analisi, il Centro Studi Sintesi ha utilizzato altrettanti indicatori quali speranza di vita alla nascita, tasso di iscrizione universitaria, spesa procapite per spettacoli, affluenza alle urne, carbon intensity, numero di furti e rapine, organizzazioni di volontariato e ricchezza economica. Il risultato ottenuto pone le province di Forlì, Cesena, Ravenna e Firenze ai primi posti della classifica del Bil, mentre Siracusa, Caltanissetta e Napoli si collocano in fondo alla graduatoria. In allegato le tabelle con le classifiche complete, sotto un estratto che evidenzia la posizione di Varese.